
Un altro lavoratore agricolo ha perso la vita mentre raggiungeva il posto di lavoro in bicicletta. Keita M., 38 anni, originario del Mali, si trovava a Scarnafigi come ospite del centro di accoglienza dei braccianti: è stato investito da un’auto nella mattinata di giovedì 8 ottobre lungo la provinciale 133, che collega Scarnafigi e Lagnasco. L’incidente è avvenuto poco dopo le 8, nei pressi di Cascine Prapiovano, non lontano dalla rotatoria con la strada che unisce Savigliano e Saluzzo.
I sanitari del 118 hanno prestato le prime cure e disposto il trasferimento in elicottero all’ospedale Santa Croce di Cuneo, dove il trentottenne è morto poco dopo l’arrivo. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Saluzzo, le cause dell’investimento restano da chiarire. La strada è rimasta chiusa a lungo per consentire i soccorsi e i successivi rilievi.
La morte del trentottenne segue di poche settimane quella di un altro lavoratore agricolo, originario del Pakistan, investito la sera del 16 settembre a Lagnasco, mentre rientrava dal lavoro in bicicletta lungo la strada Savigliano-Saluzzo. A luglio aveva perso la vita un altro giovane lavoratore agricolo originario del Bangladesh, caduto dal monopattino elettrico sulla provinciale tra Savigliano e Vottignasco, anche lui mentre rientrava dal lavoro.
Tre operatori agricoli scomparsi sulle strade della zona, una sequenza che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza degli spostamenti dei braccianti. I sindacati hanno proclamato per lunedì 12 ottobre una giornata di sciopero del comparto frutta e indetto un presidio davanti alla Prefettura di Cuneo. Al centro, la richiesta di trasporti e percorsi sicuri per raggiungere le aziende. I manifestanti hanno sottolineato come «la storia si ripeta sempre identica, dimostrando come siano i lavoratori e le lavoratrici a pagare il prezzo più alto».
