
«Quella di Racconigi non è una scelta naturalistica, è abbandono».
Pro Natura Cuneo denuncia così le condizioni del parco del Castello Reale in una lettera inviata agli enti competenti e al Comune (pubblicata sul Corriere). La presa di posizione arriva in seguito a una visita dei soci effettuata all’inizio dell’autunno.
In passato, ai tempi della soprintendente Mirella Macera, le escursioni si svolgevano ogni anno, richiamate dalla bellezza del luogo. Dopo un’interruzione, il ritorno ha portato a formulare alcune riflessioni: «Abbiamo preso atto di uno stato di degrado inaccettabile e inspiegabile. Il parco è un patrimonio straordinario, che ha ormai perso il suo fascino e la sua identità. Non si tratta soltanto di un’area verde annessa alla residenza sabauda, ma di una vera e propria opera d’arte, frutto di oltre due secoli di trasformazioni, progettazioni paesaggistiche, interventi botanici e architettonici. Per questo motivo, il degrado non può essere considerato alla stregua di una semplice questione di manutenzione del verde», scrive il presidente Domenico Sanino.
Tra le criticità segnalate figurano «erba alta, vegetazione rinsecchita, invasione di ailanto e di altre specie infestanti, alberi caduti o non adeguatamente gestiti, laghi asciutti, percorsi che necessitano di interventi e manufatti che mostrano i segni del tempo».
Un quadro che, secondo l’associazione, restituisce «un’immagine lontana da quella che ci si aspetterebbe da uno dei più importanti complessi storico-paesaggistici piemontesi».
