
RACCONIGI – Tra le mura di uno degli edifici più antichi della città è custodito un grande tesoro: l’affresco quattrocentesco della Madonna della Misericordia, attribuito a Giorgio Turcotto e gravemente danneggiato dallo scorrere del tempo. Il custode silenzioso di questa bellezza celata è l’istituto Arimondi-Eula che, sabato mattina, ha spalancato le porte, dando vita a un percorso di memoria e racconto. Grazie alla dedizione degli studenti del liceo, che hanno curato l’intera attività sotto la guida degli insegnanti Antonella Giordano, Paola Merlo e Giuseppe Rubatto, si è realizzata una sorta di rievocazione storica che ha richiamato l’attenzione di un centinaio di visitatori, tra autorità, famiglie, docenti, cittadini e compagni di classe.
Attraverso la voce di personaggi d’epoca con tanto di costumi, gentilmente concessi dal sarto saviglianese Stefano Galvagno, il passato del complesso è tornato finalmente a manifestarsi. Luogo dalle molteplici vite, l’edificio nacque intorno all’anno Mille come monastero benedettino e dal 1399 ospitò il convento dei Servi di Maria. Nei secoli cambiò più volte destinazione: macello, ghiacciaia, sede comunale, abitazioni e botteghe, fino a diventare a fine Ottocento una scuola elementare. Molto di quel periodo lontano è andato perduto, ma alcune tracce sono sopravvissute: fregi, meridiane, lunette e, soprattutto, la Madonna del Manto, riemersa nel 1990 durante i lavori voluti dalla Provincia per adattare la struttura (di sua proprietà) a plesso superiore.
