
Non restare più a guardare mentre le motoseghe di altri ridisegnano, in modo spesso traumatico, il paesaggio. È questa la volontà emersa durante l’ultima seduta della Consulta Ecologica, dove l’Amministrazione ha presentato un piano ambizioso per la tutela del tratto del torrente Maira compreso tra la zona della piscina e Vottignasco.
Per comprendere l’origine di questa proposta, bisogna tornare indietro di un anno. Nel marzo del 2025, un intervento di manutenzione idraulica nei pressi del ponte di Solerette scatenò una vera e propria bufera politica e ambientale: decine di alberi sulla sponda est del Maira vennero abbattuti, lasciando dietro di sé quello che molti definirono un “paesaggio lunare”.
All’epoca, in Consiglio comunale, si parlò di un cantiere invasivo che aveva «deturpato una preziosa area naturale». Il sindaco Antonello Portera espresse fin da subito i propri dubbi, segnalando le operazioni ai Carabinieri Forestali dopo un sopralluogo della Polizia Locale. Tuttavia, emerse un limite normativo invalicabile: il Comune non aveva competenza specifica su quell’area, di proprietà del demanio, gestita direttamente dall’Aipo.
«Avevamo chiesto alla Regione di far presente alle imprese di occuparsi soltanto dell’alveo del fiume – spiegò allora il sindaco -. Gli addetti ci mostrarono un documento dell’Aipo che li autorizzava al taglio degli alberi fino a 10 metri dalle sponde» .
Quell’episodio ha lasciato il segno, dimostrando come la gestione puramente “tecnica” della sicurezza idraulica possa collidere con la tutela della biodiversità locale. Per evitare che la storia si ripeta, il Comune sta valutando di cambiare strategia: passare da spettatore a gestore. Durante la Consulta di giovedì, il dirigente comunale Giovanni Rabbia ha illustrato la proposta.
«L’idea è di acquisire gli argini dalla concessione demaniale – ha dichiarato -. In questo modo avremo il controllo diretto e la competenza. L’area del sentiero sarà curata dalla Protezione Civile e ci appoggeremo a un agronomo per la gestione scientifica degli alberi».
L’obiettivo è chiaro: avere l’ultima parola su quali piante vadano rimosse perché pericolanti e quali invece debbano essere preservate. L’incontro con il tecnico specializzato dovrebbe avvenire nelle prossime settimane, anche se rimangono ancora da definire i costi dell’operazione e i tempi tecnici per il passaggio della concessione.
