
Quanto è successo nell’incidente dell’8 gennaio al passaggio a livello cittadino in direzione di Sommariva, senza essere troppo cinici, può risultare un assist per Rfi (Rete ferroviaria italiana) che ha voluto fortemente il progetto della sua futura soppressione. Quando anni fa si parlava di cavalcaferrovia ed eliminazione del passaggio a livello a nord della città, il motivo principale era aumentare la sicurezza, riducendo drasticamente il rischio di incidenti tra auto e treni, ma anche per migliorare la fluidità del traffico e ridurre i tempi di attesa, ottimizzando il servizio ferroviario eliminando le interruzioni. Questo si traduceva in meno inquinamento acustico, meno emissioni di gas serra e una migliore vivibilità urbana grazie a sottopassi o sovrappassi che separano completamente i flussi di mobilità.
Detto ciò, l’incidente dell’8 gennaio sarà pure stata una fatalità che è capitata proprio a quel passaggio a livello che si vuol eliminare, sta di fatto che purtroppo è successo e non è stato il classico incidente in cui si abbatte la sbarra (nel tentativo di un passaggio azzardato in taluni casi a semaforo rosso), ma qualcosa di ben più serio. Il vero problema viario della città, con code di auto e lunghe soste non è il passaggio a livello a nord, ma quello di via Bra. O almeno, questo è il nostro punto di vista.
Ma forse questo malaugurato incidente aiuterà a riaccendere l’attenzione sul tema della sicurezza nei pressi dei passaggi a livello e sulla convivenza, spesso delicata, tra traffico pesante e infrastrutture ferroviarie. Un errore o una manovra non correttamente valutata può trasformarsi in un blocco su scala territoriale, con ricadute immediate su migliaia di persone. Nella lunga storia che ha portato alla progettazione della soppressione del passaggio a livello, anche il comitato dei cittadini che si era opposto alla realizzazione dell’opera non ha mai detto di no al cavalcavia, ma più precisamente un “No” a come era stato progettato.
Senza entrare troppo in quella che è la lunga storia di quest’opera che al momento non vede ancora materialmente nulla all’orizzonte (salvo i picchetti e i box container da cantiere), la prima bozza del cavalcaferrovia che avrebbe permesso l’eliminazione del passaggio a livello a nord della città era stata presentata da Rfi nel 2019. Nel progetto, entità del valore 7 milioni di euro, si prevedevano anche rotatorie e adeguamento della viabilità esistente, che fin da subito non ha convinto i cittadini, che hanno dato vita ad un comitato che ha respinto il progetto.
