
Tra i campi e le cascine di Foresto, la frazione più popolosa di Cavallermaggiore, soffia un vento d’inquietudine. Da giorni, voci autorevoli hanno iniziato a circolare tra i residenti portando con sé il timore per il possibile insediamento di un’azienda che si occupa del trattamento di scarti di lavorazione legnosa.
Più nello specifico, l’ipotesi riguarda la costruzione di un impianto di pirogassificazione, una tecnologia che trasforma biomasse e scarti legnosi in energia, ma che in questo caso specifico porterebbe con sé materiali delicati e potenzialmente pericolosi. Secondo le indiscrezioni che hanno innescato la protesta, l’impianto sarebbe destinato allo smaltimento di pali telefonici e traversine ferroviarie in legno. Si tratta di materiali che, per resistere agli agenti atmosferici nel corso dei decenni, sono stati trattati con sostanze chimiche pesanti ritenute potenzialmente inquinanti se non gestite con protocolli di massima sicurezza. L’apprensione tra i cittadini è palpabile: il timore principale riguarda le ricadute sulla salute e sull’ambiente circostante.
«Siamo preoccupati per ciò che potremmo respirare e per il futuro di un territorio che ha già dato molto in termini di impatto ambientale», spiegano alcuni residenti che in questi giorni stanno facendo circolare un messaggio sui gruppi WhatsApp.
A scaldare gli animi è anche una ferita mai del tutto rimarginata: l’area di Foresto ospita infatti già un impianto di preselezione dei rifiuti che, specialmente nelle serate di bassa pressione, genera odori molesti che arrivano fino alle abitazioni. Questa convivenza forzata ha minato la fiducia dei frazionisti, che ora vedono in questo progetto un altro colpo alla propria qualità della vita.
