
L’espressione “inverno demografico” non è soltanto un monito per il futuro, ma la fotografia nitida del presente italiano. Mentre l’Italia scivola verso minimi storici di natalità, con un numero di culle vuote che mette a rischio la tenuta del sistema sociale, il Piemonte si conferma una delle regioni dove l’invecchiamento della popolazione corre più veloce, con un saldo naturale tra nati e morti che fatica a trovare punti di equilibrio. In questo scenario, Savigliano non riesce a invertire la rotta: sebbene la qualità dei servizi, la presenza universitaria e la vivacità economica la rendano ancora una meta ambita per chi decide di trasferirsi nella Granda, i dati dell’ultimo decennio mostrano un saldo naturale strutturalmente in “rosso”.
Anche l’ultimo anno, il 2025, si è chiuso con 162 nati a fronte di 234 decessi, confermando che la città del Santissima Annunziata è pienamente immersa in quella crisi della natalità che sta ridisegnando i confini demografici dell’intero Paese. Analizzando il resoconto delle nascite e dei decessi dal 2016 al 2025, emerge un dato costante e inequivocabile: il saldo naturale è sistematicamente negativo. In dieci anni, non c’è stato un solo momento in cui il numero dei nuovi nati abbia superato quello delle persone scomparse, segnando un divario che pesa sulla struttura sociale del territorio.
L’anno appena concluso presenta un saldo negativo di 72 unità, un lieve miglioramento rispetto al 2024, l’anno più critico del decennio per quanto riguarda la natalità. Guardando indietro, il picco di mortalità del 2020 (316 decessi dovuti alla pandemia) aveva scavato un solco profondo (-155), ma la tendenza al “segno meno” appare ormai come un fenomeno strutturale e non più legato a emergenze temporanee.
Se la popolazione complessiva di Savigliano non crolla, è merito esclusivo dell’attrattività migratoria: la città continua a piacere, i trasferimenti di chi sceglie di venire a vivere qui superano quasi sempre il numero di chi se ne va. Tuttavia, questo dinamismo dei flussi non mette al riparo da una criticità sempre più evidente: la tenuta del punto nascite dell’ospedale Santissima Annunziata. La contrazione delle nascite residenti riflette un problema che investe l’intero reparto di ostetricia e ginecologia. Se le famiglie saviglianesi fanno meno figli, il mantenimento dei volumi minimi di attività richiesti dagli standard nazionali diventa una sfida sempre più complessa.
Approfondimenti sul Corriere di Savigliano con l’intervista alla psicoterapeuta Elisa Gili e l’inaugurazione del nido Cravarezza un anno fa.
