
«Ciao Doriano, ho bisogno di un favore. Marta compie gli anni e ci piacerebbe se potessi farle una piccola intervista per il Corriere… è veramente una brava ragazza e vorremmo farle gli auguri così».
In questa breve telefonata, due giorni prima che Bartolo Donalisio ci lasciasse improvvisamente per sempre, c’è tutta l’essenza della sua persona e della sua vita. Non chiedeva mai favori personali ma sempre per qualcun altro. Ci metteva la faccia, in prima persona, ma “pensava” sempre a livello di comunità, di gruppo, di rete sociale. Anche alla casa di riposo “F.lli Ariaudo” di Levaldigi era diventato un punto di riferimento, un organizzatore attento, un “addetto stampa” puntuale, un amico di tutti su cui poter contare e lo dimostrano le calde lacrime agli occhi di Marta alla nostra domanda «Com’era Bartolo?».
L’intervista a Marta Mondino, di Madonna dell’Olmo ma da poco residente a Savigliano, è l’ultimo “compito” che ci ha assegnato Bartolo, proprio per festeggiare il suo 30° compleanno che si è tenuto lunedì 2 febbraio.
Come hai deciso di occuparti degli anziani?
«Sono laureata in Scienze dell’educazione con la Magistrale in Pedagogia e piano piano, nel mio percorso di studi, ho capito che avrei voluto occuparmi della terza età. Ed è una scelta che rifarei mille volte. Da 8 anni sono qui a Levaldigi, un bell’ambiente che valorizza, soprattutto, i progetti “non farmacologici”. Facciamo pet terapy, musicoterapia, uscite sociali… Con la musica, soprattutto percussioni, riemergono i ricordi di canzoni passate e nell’accarezzare e giocare con i cani (sia quello vero che con quelli in peluche) della pet terapy ritornano tutte quelle sensazioni, e i nomi, degli animali che hanno avuto nel passato. C’è anche la doll-terapy, con bambole molto realistiche che creano negli anziani bellissime sensazioni».
Ci sono anche momenti divertenti?
«Certamente! Scherzano tra di loro, a volte litigano ma sempre in modo molto “amichevole”. Capita che qualcuno sbagli camera, o letto, che ci sia la certezza che “prima i mobili non erano messi così!”, che il cappello dimenticato sia invece stato “rubato” da chissà chi, che “quelle due signore simpatiche che sono venute a trovarmi prima” fossero invece la figlia e la nipote».
Chi era Bartolo?
«Bartolo era carismatico, inclusivo, ha fatto tantissimo per tutti… Bartolo era forse un angelo. Nel vero senso della parola. Sì, Bartolo era sicuramente un angelo».
