
A ottantuno anni dalla morte, si è tenuta la cerimonia promossa dall’Anpi per rendere omaggio ai partigiani racconigesi Giacomo Fossati (Romolo) e Angelo Gonella (Remo). Il momento commemorativo ha riunito un nutrito gruppetto di persone alla lapide collocata al bivio di Cervignasco, lungo la statale Saluzzo–Pinerolo, recentemente restaurata dalla Provincia di Cuneo, per i discorsi di rito e la deposizione di un mazzo di fiori.
Un luogo emblematico poiché proprio qui, il 15 febbraio 1945, quattro giovani della 105ª Brigata Garibaldi “Carlo Pisacane” furono trucidati dai fascisti: oltre a Fossati e Gonella, anche Francesco Sanzone, 24 anni, di Messina, e Giuseppe Beltramone, 23 anni, di Barge. Presenti tra gli altri per ricordarli il presidente dell’Anpi provinciale Paolo Alemanno, che ha avanzato la sua riflessione, e ovviamente quello locale, Pierfranco Occelli, che ha ricostruito le vicende storiche.
«Dopo giorni di torture, a seguito di una delazione avvenuta a Villafranca, i partigiani furono caricati su un camion e condotti fino al bivio di Cervignasco, dove vennero fatti scendere e falciati da una raffica di mitraglietta. Con loro c’era il canonico Raspino, che rimase sul posto a pregare e benedire i corpi dei caduti», le sue parole.
A quel tempo Fossati, che sarebbe poi stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare, non aveva ancora diciassette anni, mentre Gonella era di poco più grande (19 anni).
«Cresciuti con lo stesso latte materno, erano legati da un rapporto speciale, tanto da scegliere insieme i nomi di battaglia Romolo e Remo. La loro tragica morte accomunò per sempre anche Sanzone e Beltramone, un destino ingiusto compiuto per mano fascista», ha concluso Occelli.
