
È un bilancio positivo quello tracciato dal direttivo della casa di riposo Ospedale San Giuseppe per il 2025 appena concluso, sia dal punto di vista dell’innovazione che da quello economico. La linea intrapresa proseguirà anche durante questo 2026, all’insegna di importanti novità. Per fare il punto della situazione, abbiamo incontrato il presidente della struttura, Luigi Bono.
Qual è il giudizio complessivo sull’operato 2025 della San Giuseppe?
«La casa di riposo archivia un 2025 di grandi traguardi, consolidando la propria missione nell’assistenza agli anziani attraverso significativi investimenti strutturali, una gestione finanziaria oculata ed un valido gruppo professionale».
Qual è, secondo lei, il punto di forza della struttura?
«Il vero valore aggiunto risiede nel capitale umano. L’Ospedale San Giuseppe può contare su un organico qualificato, composto da operatori socio-assistenziali (Oss) e infermieri professionali specificatamente formati per la gestione delle fragilità. L’assistenza è coordinata da un’équipe medica e riabilitativa multidisciplinare che comprende il medico di struttura, il fisioterapista, l’educatrice e la psicologa, garantendo una presa in carico globale dell’ospite, sia sotto l’aspetto clinico che psicologico e sociale. A dare nuovo impulso gestionale è stata, nel corso dell’ultimo anno, la dottoressa Antonella Sanna, che ricopre il ruolo di direttrice di struttura dallo scorso giugno, sostituendo Carla Debenedetti alla quale va la nostra riconoscenza per l’impegno profuso».
Cosa è stato fatto sotto il punto di vista tecnico e strutturale?
«L’anno appena concluso ha visto la realizzazione di interventi cruciali per il benessere e la sicurezza degli ospiti, realizzati grazie anche a sostanziose donazioni di privati, della ditta DI.RA., al contributo dell’Associazione Don Pignata, del gruppo Alpini e di altre fondazioni. Tra i principali lavori portati a termine spiccano l’installazione del nuovo impianto di condizionamento in tutti i locali comuni e nelle sale mensa, a garanzia del comfort climatico di personale ed ospiti, l’acquisto di 14 nuovi letti motorizzati specifici per pazienti con patologie degenerative (tipo Alzheimer), nell’ambito del rinnovamento tecnologico assistenziale e il rifacimento completo dell’impianto di rilevamento fumi con copertura totale di tutti i locali della struttura, a garantire la sicurezza».
Avete anche avuto il supporto di altri enti e privati, a sostegno della vostra attività?
«Un pilastro fondamentale dell’attività quotidiana è rappresentato dai volontari dell’associazione Don Pignata. Il loro contributo multidisciplinare spazia dalla manutenzione tecnica dello stabile e degli impianti al presidio della portineria, fino all’animazione e alla riparazione degli indumenti degli ospiti. Di grande rilievo è anche il supporto logistico per il ritiro dei medicinali e il servizio pressoi laboratori di analisi, attività che permettono una gestione fluida delle necessità degli ospiti».
Sotto l’aspetto meramente economico, qual è l’attuale situazione della San Giuseppe?
«L’Ospedale San Giuseppe conferma la propria efficienza gestionale: per il quarto anno consecutivo, il bilancio del 2025 si chiuderà in attivo. Questo risultato garantisce la stabilità necessaria per affrontare il passaggio istituzionale previsto entro il 31 marzo 2026: l’ente si iscriverà al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore)».
L’intervista prosegue sul Corriere di questa settimana.
