
Si è spenta la scorsa settimana alla Casa di riposo San Giorgio di Cavallermaggiore, Maria Bonino, 88 anni, storica esercente della nostra città. “Mariuccia”, così la conoscevano tutti in paese, per quasi mezzo secolo, dal dopo guerra ai primi anni ‘90, gestì accanto alla mamma Mea Rosso in Bonino e alla sorella Rinuccia, un negozio di stoffe in via Roma, sotto i portici a fianco della torre civica.
Quell’esercizio dove si respirava l’odore del cotone, della lana e della seta e c’erano ben posizionati sugli scaffali rotoli di tessuti per ogni stagione, era un luogo centrale della vita quotidiana, fondamentale in un’epoca in cui l’abbigliamento su misura o fatto in casa era la norma. La dinamica nell’acquisto era sempre la stessa: le donne (mamme e nonne) entravano, toccavano la merce e ricevevano consigli e poi sceglievano la stoffa giusta da portare alla sarta con la benedizione delle Bonino a cui spesso si aggiungeva il parere di mamma Mea.
A differenza della sorella maggiore Rinuccia, mancata nel luglio del 2013 a 80 anni (chiamata da tutti “Tuttosport” per la sua sfrenata passione per il Torino e anche per l’associazione calcistica Cavallermaggiore, di cui è stata anche dirigente), conduceva una vita più riservata dedicandosi al lavoro e sopratutto al ricamo, hobby questo condiviso da tutti in famiglia.
Maria Bonino lascia i cugini e parenti tutti. Con lei se ne va un pezzo della Cavallermaggiore che fu, una commerciante di altri tempi che seppe mantenere le redini di un’attività in un momento di profondo rinnovamento. L’ultimo saluto le è stato tributato il 29 aprile, alle 10, nel corso del funerale celebrato nella chiesa di San Michele in Cavallermaggiore. Alla famiglia giungano le sentite condoglianze.
