
Il cambiamento climatico che morde con estati sempre più calde, la mancanza d’impianti di irrigazione e l’inciviltà di chi le usa come scaffali o le danneggia durante i lavori. C’è un mix di sfortuna, meteo e incuria dietro il progressivo deterioramento delle siepi. Un problema che non è solo estetico, ma che tocca da vicino la percezione di decoro della città. Il caso è stato portato all’attenzione della Giunta nell’ultimo Consiglio.
Secondo la minoranza di Spazio Savigliano, molte delle barriere verdi cittadine risultano pesantemente danneggiate, piene di “buchi” causati da piante morte e mai sostituite o, in alcuni casi, del tutto assenti. Sotto accusa sono finiti soprattutto i viali d’ingresso e le vie storiche del passeggio saviglianese, con situazioni particolarmente evidenti in corso Roma, via Biga e corso Vittorio Veneto.
A rispondere è stata l’assessora ai Lavori Pubblici, Federica Brizio, che è partita dai limiti strutturali con cui gli uffici hanno dovuto fare i conti negli ultimi anni.
«Il vecchio appalto prevedeva pochissime risorse, era ridotto all’osso. La manutenzione del verde orizzontale era difficile da garantire», ha dichiarato, spiegando come alcuni problemi strutturali («l’assenza dell’impianto di gocciolamento in tutti i viali») e un caldo sempre più intenso abbiano aggravato la situazione.
Non c’è però solo il clima. A far morire o sparire le piante sono spesso i cantieri per la sistemazione dei sottoservizi (tubature, cavi), l’azione di persone che «le strappano via» e l’impatto delle attività settimanali come i mercati. Tuttavia, secondo la vicesindaca, il nuovo appalto (che è stato “sdoppiato”, dividendo la gestione del verde orizzontale da quello verticale) dovrebbe garantire interventi più puntuali.
Brizio ha ricordato come le ripiantumazioni non siano ferme – citando la sostituzione delle essenze in piazza del Popolo lo scorso anno – ma che molto dipende da come «le nuove piante riescono ad attecchire a seconda delle stagioni».
