
Ultimi mesi da presidente per Gianfranco Saglione, che a maggio dovrà lasciare la guida di Oasi Giovani dopo due mandati consecutivi. Dieci anni al timone della più importante associazione educativa del territorio, figlia di una lunghissima tradizione che affonda le sue radici nel XVII secolo, quando nel 1636 Ottavio Ruffino fondò il Conservatorio delle Orfane. Proprio alla riscoperta della tradizione filantropica della città, Saglione ha dedicato gran parte del suo mandato, promuovendo la nascita del Pantheon dei Benefattori, la stesura di un volume sui saviglianesi benemeriti e il recupero delle tombe di coloro che nei secoli hanno donato parte del loro patrimonio per fare del bene.
Presidente, come mai quest’attenzione alla storia dell’ente?
«Per saper dove andare bisogna conoscere da dove si è partiti. Oasi Giovani è frutto di una lunghissima tradizione, l’unione di tre realtà (Orfanotrofio, Pro Pueritia e Beato Amedeo) che hanno contribuito a rendere Savigliano la città accogliente che è. Noi ne raccogliamo il testimone. Abbiamo il dovere di ricordare questa “cultura del dono”, ravvivarla e raccontarla».
In che senso, “raccontarla”?
«Oasi Giovani è un patrimonio collettivo. Comunicarne la presenza, le attività e le finalità è un’operazione che ho ritenuto fondamentale: i cittadini devono essere informati sui servizi che offriamo, sulle iniziative, sulla cura che mettiamo nella missione educativa. Abbiamo puntato molto sulla comunicazione, fin da subito».
C’è un altro aspetto sul quale ha lavorato in particolare?
«L’organizzazione interna dell’ente è stata rivoluzionata. È stata istituita la figura del direttore generale, si sono definite aree di competenza e responsabilità, c’è stata la digitalizzazione di tutte le pratiche. Appena insediato, ho chiesto l’istituzione di un ufficio progetti e fundraising, che in questi dieci anni ci ha portato alla partecipazione di 107 bandi e 1,35 milioni di euro di contributi».
Contributi che si sono trasformati in cantieri.
«Non solo, anche in progetti educativi. Indubbiamente abbiamo lavorato molto sul recupero del patrimonio edilizio: abbiamo sistemato la sede di corso Roma, riqualificato completamente l’edificio di via Allione (quello dove ha sede lo studio medico), messo a nuovo il tetto di Cascina Baratà, ammodernato uffici ed edifici. Adesso abbiamo allestito il cantiere per sistemare la palestra di via Malines, i lavori partiranno in primavera».
L’intervista prosegue sul Corriere con altri approfondimenti.
