
Il caso del possibile insediamento di un inceneritore in frazione Foresto a Cavallermaggiore ha superato i confini comunali, approdando direttamente sui tavoli della politica ambientale del capoluogo. L’eco della vicenda è risuonato a Cuneo durante l’incontro pubblico organizzato al Circolo Arcipelago dall’associazione SEquS (Sostenibilità Equità Solidarietà) in collaborazione con Ultima Generazione, un appuntamento nato per fare il punto della situazione all’indomani della storica battaglia vinta dai cittadini contro l’abbattimento dei cedri di piazza Europa.
L’assemblea, che ha visto una forte partecipazione di sigle associative, liste civiche e semplici cittadini, si è aperta con un interrogativo cruciale sul futuro del movimento ecologista dopo il salvataggio degli alberi cuneesi. Da questa riflessione è emersa la volontà di non disperdere le energie e l’entusiasmo accumulati durante la mobilitazione.
L’obiettivo è ora quello di strutturare comunità ecologiste territoriali permanenti, capaci di fare rete con movimenti, cittadini e soggetti politici, creando uno scudo stabile a sostegno delle diverse battaglie ambientali della provincia. È proprio all’interno di questo nuovo orizzonte di solidarietà provinciale che il dibattito si è allargato alla situazione di Cavallermaggiore.
Durante il confronto è stata ricostruita nei dettagli la vicenda dell’impianto per il trattamento e l’incenerimento di scarti derivanti dal recupero di traverse ferroviarie in legno impregnate di sostanze nocive, un progetto che da mesi tiene in ansia una parte consistente della comunità. I partecipanti all’incontro hanno espresso piena vicinanza a chi si sta opponendo all’opera, sottolineando come la tutela della salute pubblica debba prevalere sulle logiche industriali.
L’attivista Sara Del Monte ha voluto rimarcare come troppo spesso, in nome del profitto economico, si tenti di imporre ai territori impianti industriali ad alto impatto che sollevano pesanti interrogativi sul piano ambientale e sanitario, finendo per scaricare sulle comunità locali i costi sociali ed ecologici di modelli di sviluppo ormai insostenibili.
