
Ha suscitato profondo cordoglio la scomparsa di Guido Fumero, mancato nella tarda mattinata di sabato 23 maggio all’età di 82 anni all’ospedale di Savigliano. Se n’è andato in fretta nel giro di pochissimi mesi, lasciando un senso di vuoto e smarrimento nei famigliari e nei tanti amici.
Nato a Savigliano in una famiglia numerosa composta da 6 figli di cui Guido era il più giovane, dopo il matrimonio con Ines Cardellino celebrato nel giugno del ‘70, venne a vivere a Cavallermaggiore pur lavorando alla Fiat Ferroviaria di Savigliano in qualità di capo squadra addetto ai carrelli.
Chiusa nell’81 la parentesi decennale con la fabbrica che produceva treni, si impiegò nell’azienda racconigese di Bartolo Marchisio, dalla quale andò in pensione nel 1994.
Personaggio che amava e praticava tutti gli sport; dall’alpinismo su roccia per scalare montagne o pareti rocciose allo sci di fondo, dal surf acquatico alla vela, alla fine il suo preferito rimaneva sempre il ciclismo (in gioventù aveva anche praticato quello agonistico) di stampo amatoriale, ma già di un alto livello.
Era un profondo conoscitore delle due ruote, più che un appassionato era uno che ne conosceva la meccanica, ne sapeva di assetto in sella e dispensava a tutti i consigli giusti per gli allenamenti e sopratutto per l’alimentazione da tenere per essere in forma. Nel 2005 con altri appassionati locali diede vita all’Associazione Ciclistica Cavallermaggiore 2005 divenendo il presidente, attività questa portata avanti per anni con l’organizzazione di ciclo raduni e anche gare amatoriali non competitive.
Tra le passioni sportive anche quella tennistica, che praticava con regolarità sul campo cittadino.
Sul fronte artistico, Guido amava anche dipingere, suoi erano i quadri di paesaggi donati alle istituzioni locali per premi e riconoscimenti. Negli anni addietro aveva esposto le sue opere con mostre a Cavallermaggiore e anche a Savigliano. Era di buona compagnia, sebbene non fosse uno che si attaccava al cibo, per via di quella linea da sportivo a cui teneva tanto. Uno che sì viveva la piazza, il bar, ma semplicemente per discutere e offrire il suo punto di vista sulle svariate argomentazioni, con sempre grande pacatezza, senza mai una parola di troppo.
