
Sabato scorso, nella chiesa di San Giovanni, la città si è stretta in un ultimo commosso abbraccio per l’addio a Bartolo Donalisio, scomparso all’età di 88 anni. I funerali hanno visto la partecipazione di familiari, ex colleghi della Fiat e, soprattutto, di quel mondo del volontariato che Bartolo ha contribuito a costruire.
Nato nel 1937 in una famiglia numerosa – quarto di dodici figli – Bartolo ha conosciuto le fatiche della guerra e la bellezza della condivisione nella “grande famiglia Donalisio”, ventiquattro persone sotto lo stesso tetto. Dopo aver iniziato come apprendista a 11 anni presso l’officina Araudo, è passato per l’Ambra e la Morando di Torino, fino a scalare i vertici della Fiat Comau e, infine, della FIAT Ferroviaria di Savigliano, dove ha concluso la carriera come nel 1991
Ma è dopo il pensionamento che Bartolo ha dato inizio alla sua “seconda vita”: storico presidente dell’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) di Savigliano, ne è stato l’anima e il motore. Sotto la sua guida, l’associazione non solo ha aperto la sede alla casa di Riposo Chianoc, ma si è espansa capillarmente in tutto il circondario, da Racconigi a Saluzzo, fino alla sua amata Levaldigi.
Bartolo non si è limitato ai confini locali: come socio fondatore dell’AVO Regionale e sostenitore dei “Fratelli Dimenticati” in India, ha promosso oltre 500 adozioni a distanza e la costruzione di case per i più poveri. Anche negli ultimi anni, trascorsi alla casa di Riposo Fratelli Ariaudo a causa di difficoltà motorie, non ha mai smesso di essere un punto di riferimento.
