
Le vicende legate all’ex Ilva si arricchiscono di un nuovo capitolo. È fissato per giovedì 8 ottobre il tavolo convocato in Regione Piemonte sulla vertenza del gruppo siderurgico, con Fim, Fiom e Uilm al Grattacielo di Torino. Al confronto parteciperanno, tra gli altri, i rappresentanti della Regione Liguria e del Comune di Genova. L’appuntamento interessa da vicino anche il sito di Racconigi, che conta circa novanta lavoratori, attualmente in cassa integrazione, e dove gli impianti sono fermi da diversi mesi.
A pesare sulle prospettive è soprattutto la continuità degli approvvigionamenti di acciaio, legata alle difficoltà dello stabilimento di Taranto. Proprio dal capoluogo pugliese arrivano gli sviluppi più delicati. La Corte d’Appello di Milano ha confermato lo stop dell’area a caldo entro il 28 ottobre, mentre otto giorni prima è fissata in Cassazione la discussione del ricorso contro il provvedimento.
Il blocco rischia di avere ripercussioni sull’intera rete del Nord, che utilizza i coils provenienti da Taranto per le successive lavorazioni. Sul fronte della possibile cessione, il 21 settembre la cordata italiana guidata da Federacciai ha effettuato un sopralluogo nelle sedi di Genova Cornigliano e Novi Ligure, dopo la visita agli impianti pugliesi. Il gruppo, sostenuto da 14 imprese del settore, sta valutando la possibilità di presentare un progetto di rilancio industriale e ambientale.
Resta quindi aperto il nodo della continuità delle attività, tra la necessità di individuare fonti alternative di approvvigionamento per le realtà settentrionali e quella di definire il futuro dell’azienda. In questo quadro, il tavolo dell’8 ottobre rappresenterà un momento di confronto sulle prospettive degli stabilimenti e sulle ricadute occupazionali.
