
Passeggiando sotto i portici di via Morosini è difficile non notare lo stato in cui versano le bacheche pubbliche. Una parte è in condizioni pessime: strutture logore, vetri sporchi, senza contare che alcune ospitano locandine vecchie, segno evidente di aggiornamenti trascurati. Tra tutte le “vetrine” a disposizione, solo circa la metà sembra effettivamente sfruttata dalle associazioni, mentre le altre risultano vuote.
A colpire è anche un dettaglio curioso: un televisore con la spia di accensione attiva, che continua a consumare corrente pur essendo di fatto inutilizzato e circondato da polvere e ragnatele. Ancora più singolare è che, lungo la stessa strada, sia stato installato da qualche tempo un totem digitale che pare invece pienamente operativo per diffondere pubblicità e avvisi.
Da una parte quindi strumenti tradizionali lasciati al degrado, dall’altra nuove tecnologie funzionanti: un contrasto che fa riflettere.
Il problema, però, non è nuovo. Già nel 2022 la minoranza guidata da Patrizia Gorgo aveva sollevato la questione in Consiglio, offrendosi di rimettere a posto una bacheca per restituirla all’uso pubblico. A distanza di quattro anni, la situazione sembra sostanzialmente invariata, e viene da chiedersi se mai qualcosa cambierà.
