
Meno di ventiquattro ore prima, su quelle strade, il nuovo cannibale del ciclismo mondiale Tadej Pogacar si confermava per la quarta volta (terza consecutiva) padrone della prima vera gara della stagione agonistica. La domenica alcuni appassionati hanno provato a dire la loro sul tracciato della Strade Bianche (provincia di Siena), corsa sempre più popolare tra i pro e che ormai ha di fatto prenotato un posto come nuova classica del ciclismo.
Tra di loro anche un gruppo di ciclo-amatori locali che, non senza mesi di allenamento, hanno assaggiato letteralmente la polvere toscana.
«Uno spettacolo, basti pensare che uno di noi, svoltando verso il primo tratto di sterrato, ha iniziato a urlare dalla gioia anche se il contesto era di tanta e tanta fatica – racconta il marenese Davide Gallo, uno di loro -. Già di per sè questa corsa ti spezza le gambe: non ci sono lunghe salite come siamo abituati qui, ma strappi bravi e micidiali, spesso sullo sterrato. Non è raro vedere qualcuno che posa la bicicletta a bordo strada perchè esausto. In più la domenica ha piovuto per tutto il mattino tant’è che alla partenza ci siamo chiesti perchè lo stessimo facendo. La felicità di pedalare su quelle strade (seppur a ritmi ben più bassi rispetto ai pro) ci ha dato presto una risposta».
Con Gallo anche Emanuele Fissore – entrambi di Marene -, il racconigese Cristian Marchisio e il braidese Erasmo Caldarone.
«Noi l’abbiamo presa come una bella avventura, anche se questo inverno abbiamo messo da parte tra gli 800 e i 900 chilometri a testa, ma questa è una gara che se non sei pronto ti ammazza, anche se come noi non hai alcuna intenzione di fare classifica. Comunque ce la siamo goduta, diciamo che i giorni precedenti abbiamo anche assaggiato un po’ di cucina locale. Prossimo appuntamento? Penso parteciperemo alla Fausto Coppi di questa primavera».


