
Un forte odore acre e persistente di nafta e benzina ha improvvisamente invaso il centro di Cavallermaggiore martedì 23 giugno, trasformando una giornata estiva in una situazione di emergenza. La causa del grave disagio è stata individuata quasi subito: una vistosa scia di idrocarburi ha contaminato le acque della bealera dei Mulini, lo storico canale che scorre a ridosso della piazza principale.
L’allarme è scattato grazie alle segnalazioni dei residenti e dei passanti, insospettiti e fortemente infastiditi dalle esalazioni chimiche che si propagavano rapidamente lungo tutto il corso d’acqua. La macchina dei soccorsi e dei controlli si è attivata nel giro di pochi minuti. Sul posto sono intervenuti d’urgenza i tecnici dell’Arpa Piemonte (l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), affiancati dagli agenti della Polizia locale e dal responsabile del direttivo che gestisce la bealera.
Il personale ha avviato i primi campionamenti idrici per determinare con precisione la composizione chimica della sostanza sversata. Al momento gli accertamenti tecnici proseguono e gli inquirenti stanno valutando ogni singola pista per individuare il punto esatto da cui è originato l’inquinamento, sia esso un errore umano, un guasto tecnico a qualche impianto o un deliberato sversamento illegale.
La preoccupazione tra la popolazione è alta, poiché la bealera dei Mulini non è soltanto un elemento storico del tessuto urbano, ma rappresenta anche un ecosistema vivo e un’importante risorsa per il territorio circostante.
