
Quali sono i disturbi alimentari negli adolescenti e quali possono essere i campanelli d’allarme che li segnalano? Come possono le persone vicine a loro agire e dove si possono rivolgere per cercare aiuto? Comprendere i segnali premonitori, affrontare le difficoltà relazionali e conoscere i percorsi di cura disponibili sul territorio sono stati i temi centrali dell’incontro informativo “L’equilibrio a tavola”, svoltosi mercoledì scorso al Centro culturale saviglianese: relatrici la neuro psichiatra infantile Simona Toscano, la psicologa e psicoterapeuta Chiara Fenocchio, con la partecipazione di Maura Acconci, presidente dell’associazione A-Fidati di Cuneo-Dronero, nata da un gruppo di famigliari di ragazzi con disturbi alimentari.
Dopo i saluti della presidente della Consulta Famiglie Liliana Cimiero, il primo intervento con la dottoressa Toscano, che ha letto una testimonianza di un genitore.
«Quattro mesi fa ho notato perdita di peso in mia figlia di 16 anni, con un’insistenza a mangiare verdure, insalate e il rifiuto di mangiare dolci. Poi è arrivato quello di pasta e carne. Mi ha confessato di aver paura di ingrassare e si è fatta accompagnare da un dietologo».
Fin qui non sembrerebbe nulla di troppo preoccupante, se non fosse poi stato associato ad altri fenomeni.
«Passava la notte a pensare a come togliere tutto il grasso dagli alimenti, durante i pasti c’erano urla e pianti e in più faceva attività fisica intensa per dimagrire. Era arrivata a pesare 34 chili ma si vedeva ancora grassa», ha detto la dottoressa, raccontando un’esperienza reale.
Di anoressia nervosa, bulimia e altri disturbi ha parlato la psicoterapeuta Fenocchio: «Limitazione drastica del cibo, paura di ingrassare, abbuffate accompagnate da vomito indotto e sensi di colpa, autostima bassa sono tipicamente unite anche a controllo e disgregazione emotiva, sensibilità al giudizio altrui e bassa tolleranza alla frustrazione».
Quali sono i segnali d’allarme? Perdita di peso, irregolarità mestruale, aritmie, dolori, perdita di coscienza, arrivando fino a pensieri suicidi e fenomeni di autolesionismo.
L’intervento della presidente di A-Fidati ha fornito informazioni sull’associazione, sui punti d’ascolto e sulle iniziative di sensibilizzazione portando anche una testimonianza diretta di una ragazza, sua figlia, che con il tempo è riuscita a venirne fuori e guarire.
A Savigliano per queste necessità è attivo il servizio di neuropsichiatria infantile con le dottoresse Fenocchio e Toscano a cui si può accedere con o senza impegnativa del medico di famiglia e arrivare alla prima visita in 10 giorni.
