
In occasione dei festeggiamenti per il 25° anno di attività della carpenteria Astegiano di Monasterolo, abbiamo incontrato Samuele Astegiano che, con il padre Matteo, è titolare dell’azienda. Samuele è del 1995, ha conseguito una qualifica alla scuola professionale di Verzuolo e, qualche anno più tardi, è tornato sui banchi di scuola frequentando i corsi serali dell’Itis di Cuneo per ottenere il diploma.
I festeggiamenti ufficiali sono imminenti. Proprio per sabato 4 luglio è infatti previsto un momento di incontro per celebrare l’importante traguardo raggiunto. Quella della carpenteria Astegiano non è una storia che inizia con generazioni passate che lasciano in eredità un’attività già ben avviata e consolidata. È una storia partita dall’intraprendenza di Matteo e Monica Sabena, mamma e lavoratrice scomparsa prematuramente a causa di una malattia. Loro due insieme hanno saputo trasformare una piccola realtà in un’impresa che oggi conta 80 dipendenti, vero e proprio riferimento nel campo in cui opera.
Chiediamo a Samuele di ripercorre insieme i principali step di questa notevole espansione.
«È partito tutto nel 2001, sempre a Monasterolo ma in via Scarnafigi. Lì mio papà con un dipendente ha aperto la sua attività. Aveva sempre voluto mettersi in proprio e dopo aver maturato esperienza come fabbro l’ha fatto».
Che tipo di lavorazioni facevano all’epoca?
«Ringhiere, scale, cancellate e lavorazioni in serie per macchinari agricoli per ditte e privati dei dintorni».
Quando è avvenuto lo spostamento nell’attuale sede?
«Attorno al 2007 quando è stato costruito il primo capannone, sono state inserite le prime macchine da taglio della lamiera e si sono iniziate le lavorazioni con procedimenti robotizzati. In questo modo è stato possibile eseguire alcune delle lavorazioni che prima si facevano realizzare esternamente. Abbiamo acquisito clienti e iniziato a realizzare nuove commesse per centrali idroelettriche, sollevamento navi, rimorchi. Prima non avevamo l’attrezzatura idonea».
E da lì, grazie alla visione imprenditoriale dei tuoi genitori, è stato tutto un crescendo.
«Sì è continuato ad investire in nuovi macchinari, aggiungendo tecnologie innovative. Le commesse sono diventate sempre più grandi anche in termini di volumi, richiedendo nuovo personale e spazi più ampi per poter lavorare adeguatamente».
L’intervista prosegue sul Corriere di questa settimana.
