
Sul caso del possibile insediamento di un impianto per il trattamento di scarti legnosi in frazione Foresto abbiamo chiesto al sindaco di Cavallermaggiore Davide Sannazzaro delucidazioni e chiarimenti a fronte delle indiscrezioni da noi riportate, che hanno generato in paese interesse, discussioni e apprensione.
LA PREMESSA
Nel giugno 2024, i proprietari della ditta Stella Spa di Cuneo – spiega il sindaco – hanno richiesto un incontro preliminare per comunicare l’intenzione di valutare l’area produttiva del Foresto, ancora parzialmente disponibile secondo il Piano Regolatore vigente, per la realizzazione di un impianto di trattamento termico.
Si tratta di un impianto di recupero monoprodotto, destinato esclusivamente al trattamento di legno precedentemente trattato con impregnanti, non propriamente di un pirogassificatore. La differenza sostanziale è che il pirogassificatore è una tecnologia che può trattare tipologie diverse di biomasse e scarti, mentre l’impianto proposto sarebbe destinato unicamente al recupero di energia termica ed elettrica da una specifica categoria di materiale legnoso.
La ditta Stella si occupa da più di 80 anni della produzione di pali telefonici in legno. Negli ultimi 25 anni è inoltre l’unica azienda in Italia incaricata della gestione di tutti i pali telefonici dismessi sul territorio nazionale. Una parte dei pali di legno dismessi viene riutilizzata per la creazione di staccionate residenziali, palificate agricole, ingegneria naturalistica, mentre la parte non più riutilizzabile viene attualmente inviata ad un impianto di recupero energetico estero.
«Dalle interlocuzioni con la ditta – dice Sannazzaro – mi è stato riferito che l’impianto proposto servirebbe a trattare questo specifico materiale, nel pieno rispetto della normativa ambientale vigente utilizzando le migliori tecnologie disponibili nel settore. La ditta che ho contatto in questi giorni, mi ha chiarito che non vi è alcun collegamento con le traversine ferroviarie, prodotte e gestite da una società del gruppo Stella operante negli Stati Uniti e nel Canada, ceduta nel 2018 e che non ha mai avuto rapporti commerciali con l’Italia».
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