
Doveva essere un regalo sotto l’albero di Natale, poi un omaggio di Carnevale, ora si spera sia la sorpresa nell’uovo di Pasqua. Ma i cittadini, dopo otto mesi di esilio forzato, hanno smesso di credere alle favole di Poste. L’ultima comunicazione ufficiale sa di beffa: l’apertura è stata ulteriormente posticipata all’11 aprile. Esatto, dopo Pasqua. Quasi a voler confermare che, mentre tutto il mondo celebra la Resurrezione, per l’ufficio postale locale bisogna aspettare ancora un po’.
I lavori, inseriti nel progetto Polis di Poste Italiane per ammodernare gli uffici nei piccoli comuni, erano partiti con i migliori auspici. Ma tra un problema tecnico e una necessità di approfondimento, la data della fine del cantiere è diventata un miraggio che si sposta sempre più in là.
Nel frattempo, il disagio non è certo un’astrazione teorica. Lo sanno bene gli anziani, costretti a mendicare passaggi da figli e nipoti o a dipendere dai mezzi pubblici – non sempre impeccabili – per raggiungere gli uffici di Savigliano o dei paesi limitrofi anche solo per ritirare una raccomandata o pagare una bolletta. Lo sanno i professionisti e le imprese che vedono complicarsi operazioni quotidiane che dovrebbero essere sbrigate in pochi minuti sotto casa.
L’Amministrazione comunale non ha usato mezzi termini nei mesi scorsi, parlando di un “atto di irresponsabilità” verso la fascia più fragile della popolazione.
