
C’è qualcosa che non torna nei numeri della differenziata. Nonostante l’entusiasmo dell’assessore Rocco Ferraro, che recentemente aveva paragonato Savigliano alle città del nord Europa («con più del 72% di rifiuti separati, meglio di Copenaghen »), per i consiglieri d’opposizione quelle parole stonano con le cifre fornite dallo Csea, il consorzio che si occupa della raccolta in una cinquantina di Comuni della pianura saviglianese e saluzzese. Dal centrodestra, Maurizio Occelli (Fratelli d’Italia), ha fatto notare come la percentuale di differenziata nel primo trimestre dell’anno sia scesa attorno al 65%, mentre dal centrosinistra Paolo Tesio (Spazio Savigliano) ha chiesto come sia possibile che – a distanza di anni – si sia tornati ai livelli del 2017, «prima del nuovo appalto rifiuti». «È un tema a cui sono particolarmente sensibile – ha detto Tesio, già assessore delegato in passato –. È evidente che c’è un problema, non tanto di cifre, ma di realtà delle cose: i dati dello Csea evidenziano un crollo della differenziata. A distanza di anni dall’introduzione del “porta a porta” dobbiamo trovare delle soluzioni per migliorare e non fare passi indietro».
