
Si può aiutare la propria comunità parrocchiale a vivere e testimoniare quello che la fede chiede di fare nel mondo di oggi attraverso una disponibilità non solo economica ma di tempo o di capacità anche per poche ore. Questo è quanto ha fatto per oltre 60 anni Giovenale Olocco, cavallermaggiorese, classe ’35 (ormai prossimo ai 91 anni), mettendo a disposizione la sua arte di restauratore dei manufatti presenti nelle chiese cittadine.
«Non importa poco o tanto, l’importante è aiutare» – dice Giovenale, raccontandoci un po’ della sua vita spesa nel volontariato verso quei luoghi sacri a lui tanto cari.
Come tutti i ragazzi nati nella prima parte del ‘900, a 11 anni finita la guerra è andato subito a lavorare da “Materin” Rosso, che aveva una bottega falegnameria in via Bra, per imparare per bene un mestiere che sin da piccolo lo affascinava. Fatta la gavetta a 18 anni si impiegò a Torino in un laboratorio artigianale che produceva serramenti in legno e poi per 23 anni ha lavorato da Perrone a Racconigi, ultimo passaggio saliente della sua vita lavorativa prima di andare in pensione. Forte di un mestiere e di mani artistiche cominciò così a collaborare sempre più con le chiese e a ridare nuova vita a tanti arredi sacri, ma anche a porte, finestre e banchi di luoghi sacri.
Giovenale ha abbellito le varie chiese di San Michele, San Sebastiano, San Rocco, il santuario della Madonna delle Grazie e poi il presepe storico-meccanico di Cavallermaggiore dove ha prodotto meravigliose statuine e curato i minimi particolari delle casette dell’allestimento, sempre donando gratuitamente la sua opera.
«Tra i tanti interventi fatti nelle chiese, ricordo sempre con piacere il restauro dell’altare del Santo Sepolcro realizzato con Bruno Pellegrino e Giuseppe Botta nel nostro santuario. Così come i lavori fatti per i banchi della chiesetta di San Sebastiano, l’altare della chiesa della Confraternita di San Rocco e poi ancora per Santa Teresa con la base della statua dedicata alla santa».
Anche se l’età si fa sempre più sentire, Giovenale Olocco una mano, nel limite del possibile, la vuole ancora dare proprio per l’edificio sacro di Santa Teresa che è stato oggetto di recente di una ristrutturazione estremamente necessaria alla copertura.
«Ho sempre aiutato, anche con piccoli lavori come sistemare finestre, banchi, sedie o porte e se sarà possibile spero di continuare ancora a dare questo mio piccolo contributo».
