
Ancora qualche giorno per conoscere i dettagli del progetto di rinaturalizzazione dell’area di via Ospedali, oggi utilizzata come deposito macerie, sulla quale il Comune aveva inizialmente previsto di spostare il centro di accoglienza dei braccianti agricoli. Entro il 10 novembre, l’architetto Paolo Borghino – cui è stato affidato l’incarico del progetto di fattibilità tecnico-economica – dovrà restituire al municipio una prima versione della proposta che (molto probabilmente) sarà candidata al bando regionale “Rinaturalizzazione suoli degradati”, finanziato dal Fondo per il contrasto del consumo di suolo della Regione: l’obiettivo è trasformare un’area oggi poco valorizzata in un nuovo spazio verde, migliorando il paesaggio urbano e la sostenibilità ambientale. Quel terreno dovrebbe diventare a tutti gli effetti un parco pubblico accessibile, con percorsi pedonali e – forse – giochi per bambini. Un’opportunità – quella di ridare nuova vita a un’area oggi abbandonata, a fianco del Palasport e del Santissima Annunziata – arrivata dopo aver accantonato l’idea di spostare lì le strutture prefabbricate di via Alba che accolgono i lavoratori stagionali. Ipotesi contro la quale si scagliarono oltre 500 saviglianesi che, attraverso una raccolta firme, chiesero a gran voce al Comune di tornare sui propri passi. Cosa che avvenne, anche se – almeno formalmente – nessuno dell’Amministrazione giustificò la scelta d’individuare in un grande parcheggio nell’area industriale a nord del centro (precisamente in via Del Follone) il luogo idoneo per il campo d’accoglienza come risultato delle pressioni arrivate dall’opinione pubblica.
