
Dopo le mobilitazioni delle scorse settimane, ieri mattina, martedì 9 dicembre, gli operai dell’ex Ilva sono tornati a far sentire forte la loro voce, questa volta con un corteo cittadino. La manifestazione è partita dalla bocciofila e ha raggiunto piazza Carlo Alberto, dove si sono svolti diversi interventi pubblici per delineare il quadro della situazione.
La preoccupazione più grande è legata alla cassa integrazione e al fermo produttivo che continuano a pesare sulle famiglie. Inoltre, le scadenze annunciate durante il tavolo convocato a Roma il 28 novembre dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, non hanno ancora chiarito il futuro del polo.
«È la terza iniziativa che facciamo da quando lo stabilimento è fermo – ha annunciato Domenico Calabrese, segretario provinciale Fiom-Cgil -. Il problema dell’ex Ilva riguarda tutto il Paese. Se il Governo non si prende le sue responsabilità, tra pochi anni dovremo acquistare acciaio dall’estero. Non chiediamo elemosina, ma azioni concrete e che il sito di Racconigi riapra al più presto, per permettere ai lavoratori di tornare in fabbrica».
«La Regione aveva promesso di intervenire sui redditi degli operai, ma ancora non si è realizzato nulla – ha aggiunto Lino Malerba, segretario generale Fiom Piemonte -. La siderurgia è un settore fondamentale, così come tutte le imprese che ne dipendono direttamente. Di fronte a una crisi generalizzata, il Governo sembra concentrato altrove, su altre priorità. Dobbiamo continuare a lottare insieme per garantire prospettive industriali e occupazionali».
Il sindaco Valerio Oderda, portando i saluti di tutto il Consiglio comunale, ha espresso solidarietà ai dipendenti e ribadito la vicinanza delle istituzioni locali.
«Come Amministrazione, seguiamo la vicenda dal 2017. Racconigi è una realtà di eccellenza, con persone capaci e competenti, non a caso è tra le più attenzionate per la prossima gara d’appalto. Anche se il quadro nazionale è complicato, qui possiamo comunque costruire un futuro guardando a soluzioni alternative, indipendentemente da Taranto. Il Comune è pronto a collaborare per individuare percorsi che tutelino i lavoratori», la sua chiosa.
