
Camminare tra le opere di Guido Diémoz e soffermarsi sui suoi lavori equivale a un tuffo in un mondo passato, fatto di vita vera, tradizioni e mestieri (alcuni scomparsi). In questi giorni di festività e fino al 18 gennaio, Palazzo Cravetta ospita la mostra di sculture di questo artista valdostano, evento che inaugura anche una nuova collaborazione con la Valle d’Aosta e il forte di Bard.
Diémoz non ama i riflettori e forse nemmeno essere definito artista. Da autodidatta, sorprende con opere di una minuziosità e perfezione che fanno pensare ad anni di studi. Ma il suo è un talento innato, che racconta di antichi mestieri e usanze, oltre che di un grande amore per la propria terra. Troviamo l’incanto di prodotti agricoli (un blocco unico di legno di noce con quarantacinque personaggi rappresentati); la festa dei coscritti, tappa obbligata che tutti i giovani maschi attraversavano per entrare di diritto nella società civile: «In quest’opera c’è la mia festa, nel 1968», racconta. E poi la memoria dell’infanzia e della scuola elementare, un altro ricordo intarsiato su legno di noce. Sono tanti i momenti catturati per un’esposizione che va assaporata, prendendosi il tempo di perdersi nei particolari riservati a ciascuna scultura.
«Siamo molto felici di inaugurare questa mostra in uno splendido palazzo storico e ufficializzare anche la collaborazione oltre che amicizia tra Piemonte e Valle d’Aosta. L’arte di Guido Diémoz parla da sola. I suoi sono lavori imponenti», ha scherzato il curatore Guido Corniolo, riferendosi anche alla fatica di allestire i locali, con sculture che hanno dimensioni e peso non indifferenti.
A fare gli onori di casa, oltre che a seguire passo passo l’allestimento, l’assessore alla Cultura del Comune di Savigliano Roberto Giorsino e la responsabile Laura Mellano. All’inaugurazione ha partecipato una piccola delegazione valdostana che ha approfittato di una visita guidata di Palazzo Cravetta per scoprire particolari interessanti sulla storia della città e della famiglia che dà il nome all’edificio.







