
Si è riso tanto, di quel riso mai sguaiato, solare e contagioso, venerdì 17 aprile al Milanollo con “Stavamo meglio quando stavamo peggio”. Lo spettacolo teatrale di Stefano Masciarelli (volto noto ai più anche per la sua attività televisiva) e Fabrizio Coniglio (lui pure attore, e regista), duo complementare e affiatato ergo propenso alla felice improvvisazione, si è dimostrato essere un’operazione di rigenerante allegria venata di compiaciuta nostalgia in tempi caotici e minacciosi come gli attuali.
Spettacolo che quel mattatore e mattacchione di Masciarelli, comparso in platea, ha subito presentato come interattivo, cioè giocato sul coinvolgimento fattivo del pubblico fin sul palcoscenico. Il canovaccio è una sequenza di sketch spassosi sviluppati a partire da una serie di parole estratte da una vecchia valigia color cognac: SPID (emblema di una tecnologia che anziché agevolare il nostro quotidiano lo complica, soprattutto per le persone anziane), Inglese (l’abuso di anglismi e l’annesso impoverimento della nostra bellissima lingua), Informazioni (turistiche: situazione che rivela la caleidoscopica antropologia degli italiani), Insieme (le feste in casa da ragazzini con i primi, teneri e maldestri approcci sentimentali), Desiderio (il motore del vivere).
Parole che venivano introdotte da Coniglio, spalla colta e ironica. Dialoghi, battute fulminanti, ma anche musica e canto: con loro sul palco c’era l’allampanato artista Diego Trivellini con la sua fantasmagorica, e unica al mondo, fisarmonica digitale che riproduce qualcosa come 120 strumenti, permettendogli di spaziare dalle celebri colonne sonore di Ennio Morricone ai brani più celebri della tradizione popolare, in specie romana e napoletana.
Il Milanollo ha ospitato l’ultima tappa di questa apprezzata tournée nella provincia italiana.
