
La politica saviglianese scalda i motori in vista delle prossime comunali e a tracciare il bilancio di fine mandato dell’Amministrazione Portera è Paolo Tesio, capogruppo di minoranza di Spazio Savigliano. Ingegnere all’Alstom con alle spalle un’esperienza amministrativa da assessore con deleghe a Urbanistica e Sport, Tesio conosce gli ingranaggi della macchina comunale. Dall’osservatorio della minoranza, lo sguardo dell’ex assessore sull’operato della Giunta non fa sconti: tra promesse di “cambiamento” mancato, interventi di decoro urbano deludenti, grandi opere ereditate dal passato e scelte strategiche contestate, la stoccata finale arriva con un voto che boccia senza appello i cinque anni di governo cittadino.
Avendo vissuto l’esperienza di maggioranza e di assessore, come valuta il cambio di prospettiva da capogruppo di minoranza con Spazio Savigliano?
«È un’esperienza completamente diversa. Aver fatto parte della maggioranza aiuta sicuramente all’inizio a comprendere il funzionamento della macchina comunale, l’andamento degli uffici e i processi. La minoranza, d’altro canto, ti costringe a stare molto più concentrato per non perdere il flusso delle informazioni, a cui non hai più accesso diretto. Sinceramente pensavo che il sindaco, arrivando a sua volta dalla minoranza, avrebbe garantito una maggiore condivisione istituzionale».
In che senso?
«Il sindaco ascolta ed è aperto al confronto quando viene contattato, ma troppe questioni importanti le veniamo a sapere dai giornali senza un confronto preventivo. Le commissioni consiliari, ad esempio, spesso non vengono convocate se non per le pratiche strettamente necessarie prima del consiglio. Manca un po’ di condivisione sull’ordinario».
Questa Amministrazione si era presentata alle scorse elezioni con la parola d’ordine del “cambiamento” dopo decenni di centrosinistra. Lo avete percepito?
«La città si aspettava un cambiamento che, secondo me, non c’è stato. L’unico tratto distintivo che si è notato è stato un aumento degli eventi e delle manifestazioni, che vanno benissimo, ma che da soli non possono essere l’unica cifra di un’amministrazione».
Null’altro?
«Sui servizi basilari non c’è stata alcuna svolta, anzi, in alcuni casi la situazione è peggiorata. Parlo del decoro urbano, del verde pubblico con siepi non tagliate, e dei numeri sulla raccolta differenziata, che indicano un chiaro calo. Ha senso promuovere la città con i grandi eventi se poi chi arriva la trova sporca?»
Però qualche inaugurazione c’è stata: piazza Schiaparelli, la mensa scolastica…
«Non si è visto nulla di nuovo: hanno semplicemente portato avanti e terminato i cantieri finanziati e progettati nei cinque anni precedenti, come la mensa della Papa Giovanni, piazza Schiaparelli, la pista di atletica e il sintetico del Morino. Non si è vista una prima pietra posata da questa maggioranza. L’area fieristica? Sì, ma non può ridursi tutto a questo. Avevamo chiesto un nuovo Piano Urbano del Traffico con un’analisi dei flussi aggiornata: c’è stato uno studio, ma poi è rimasto tutto chiuso nei cassetti come lettera morta».
L’intervista prosegue sul Corriere.
