
Chi, in questi ultimi giorni, ha alzato gli occhi al cielo assistendo a temporali improvvisi e, in qualche caso, a vere e proprie “bombe d’acqua” che hanno colpito alcuni comuni del Saviglianese, potrebbe aver pensato che l’allarme siccità fosse finalmente rientrato.
Purtroppo la realtà è molto diversa. La pioggia violenta e concentrata in pochi minuti fa notizia e riempie le cronache locali, ma non disseta la terra né riesce a ricaricare le nostre falde acquifere. La conferma di questa situazione arriva direttamente dall’Ente di Governo dell’Ambito 4 Cuneese (ATO 4), che ha diramato una nota ufficiale a tutti i Comuni del territorio, inclusa la Prefettura e i gestori del servizio idrico come Cogesi.
Il messaggio firmato dal direttore Giuseppe Moi e dal presidente Davide Carlo Falletto è estremamente chiaro: nonostante lo sforzo dei gestori mantenga la situazione temporaneamente sotto controllo, il rischio di criticità è concreto e richiede l’attenzione di tutti.
Il problema principale risiede nella natura delle precipitazioni estive. Dopo lunghi periodi di assenza di piogge significative, i terreni della nostra pianura si induriscono a tal punto da diventare quasi impermeabili. Quando si verifica un nubifragio, l’acqua cade con una tale violenza da non riuscire a infiltrarsi in profondità; al contrario, scorre rapidamente in superficie verso i fiumi, causando spesso danni e allagamenti anziché rigenerare le riserve sotterranee.
A questo si aggiunge un quadro meteo caratterizzato da temperature elevate che spingono i consumi idropotabili a livelli record, senza che accennino a diminuire. Quello che un tempo veniva considerato un evento eccezionale sta diventando ormai una costante della nostra estate.
Quasi ogni anno, il saviglianese e l’intera provincia si trovano a fare i conti con lo stesso identico copione, fatto di inverni asciutti, estati precoci e una risorsa idrica che inizia a scarseggiare proprio nei mesi di massimo utilizzo. Proprio per evitare di passare dal monitoraggio al razionamento vero e proprio, l’ATO 4 ha esortato i sindaci a sensibilizzare al massimo la popolazione sul consumo intelligente.
