
La Consulta Solidarietà di Savigliano si è riunita mercoledì scorso per tracciare le linee guida di un nuovo modo di intendere l’assistenza. Al centro del dibattito, la presentazione dell’atteso progetto dell’infermiere di comunità, illustrato dal dottor Gianluca Saglione, dalla dottoressa Anna Basso e dalle infermiere Ivana Borgogno e Manuela Ruatta. Un’iniziativa ambiziosa che, come sottolineato dal dottor Saglione, dovrà fare i conti con le sfide del settore: «Sarà un progetto impegnativo perché c’è carenza di personale sia come medici che come infermieri, ma è un servizio che si rende necessario dato l’invecchiamento della popolazione».
L’obiettivo, sostenuto dai Fondi Europei, è chiaro: gestire le cronicità sul territorio per decongestionare le strutture ospedaliere. L’attività entrerà nel vivo all’inizio di giugno, dopo un ulteriore confronto tecnico previsto tra la fine di marzo e l’inizio di aprile.
Ad approfondire i dettagli operativi è stata Basso, dirigente del servizio infermieristico, che ha ricordato come l’idea sia nata nel 2016 nelle valli Maira e Grana per poi estendersi fino a Savigliano, Fossano e Racconigi, coinvolgendo oggi ben 17 Comuni.
«Si tratta di un progetto per l’assistenza di anziani e disabili, di persone con problemi di diabete o altre patologie che possono essere trattate a casa», ha spiegato la dottoressa Basso, precisando che gli interventi avverranno su segnalazione dei medici di base.
Il servizio garantirà non solo prestazioni semplici come i prelievi, ma anche supporto per le cure palliative e attività di prevenzione per tenere sotto controllo le malattie senza ricorrere al ricovero. Oltre all’assistenza domiciliare, l’Asl continuerà a puntare sulla prevenzione attiva attraverso i “gruppi di cammino” e incontri pubblici sulla salute. Parallelamente al fronte sanitario, la Consulta ha acceso i riflettori sul mondo del Terzo Settore. Il presidente Sergio Mondino ha infatti presentato il Salone del Volontariato, in programma mercoledì 20 maggio dalle 9 alle 13 nella cornice di piazza Santa Rosa.
L’evento vedrà la partecipazione degli stand delle associazioni locali e il coinvolgimento diretto degli studenti dell’Istituto Cravetta Marconi. Proprio sul legame tra giovani e solidarietà si è soffermata Katia Cavagnolo della cooperativa Caracol, che insieme al collega Marco Giolitti coordinerà una serie di incontri nelle scuole tra marzo e maggio.
