
Tornare in classe qualche settimana in anticipo. È questa la proposta che Confartigianato Imprese Cuneo ha lanciato alla Regione Piemonte e alle Province per far partire iniziative educative, sportive, culturali e laboratoriali anche – e soprattutto – per offrire una risposta alle famiglie e alle imprese.
«L’apertura anticipata delle scuole non vuole essere un semplice servizio di custodia, ma un presidio educativo e sociale che accompagna la crescita dei bambini, sostiene i genitori nel lavoro e rafforza la competitività del territorio – spiega il presidente Daniela Balestra -. È un investimento intelligente su occupazione, natalità e qualità della vita».
L’estate, secondo Confartigianato, coincide per moltissimi artigiani, commercianti e lavoratori autonomi, con il picco dell’attività: «Sospendere o ridurre il lavoro non è spesso possibile, mentre l’accesso ai centri estivi è disomogeneo, talvolta costoso e non sempre compatibile con gli orari di impresa. Ne derivano ferie frammentate, ricorso forzato ai congedi, rinunce professionali che ancora oggi gravano in modo sproporzionato in particolare sulle donne».
L’idea nasce anche dallo spunto in arrivo dall’Emilia Romagna, dove la riapertura a fine agosto starebbe dando risultati positivi per bambini e genitori. Confartigianato sta quindi promuovendo un progetto pilota che valorizzi le buone pratiche già presenti nelle scuole e per questo chiede alla Regione e alle Province di guidare questo percorso, coinvolgendo fin da subito i Comuni, gli istituti comprensivi e le rappresentanze sociali.
Un ulteriore punto qualificante della proposta riguarda il possibile coinvolgimento dei docenti di sostegno con contratti a tempo determinato, che in Piemonte sono stimati in circa 15 mila unità. L’obiettivo è offrire durante l’estate anche la continuità relazionale che agli alunni con bisogni educativi specifici necessitano.
