
Caldo torrido, tensione alle stelle, consiglieri che abbandonano l’aula, accesi botta e risposta. Quella di giovedì 30 luglio è stata un’assemblea quasi surreale, come forse non si era mai vista a Racconigi: il confronto sui provvedimenti amministrativi è rapidamente passato in secondo piano, lasciando spazio allo scontro politico.
Ad aprire i lavori è stata la “questione pregiudiziale” illustrata dalla capogruppo di minoranza Patrizia Gorgo, unica presente della sua compagine. Al centro della contestazione la validità dei pareri tecnici e contabili allegati alle delibere, alla luce delle criticità emerse nella riorganizzazione dell’ente e delle irregolarità relative alle nomine dei dirigenti.
La consigliera ha quindi sollecitato la sospensione della discussione e della votazione dei punti interessati, con la restituzione degli atti agli uffici “per la rinnovazione del procedimento”. La richiesta è stata respinta e l’assemblea ha proseguito con l’esame e l’approvazione dei temi all’ordine del giorno, tra cui Pef, Tari e bilancio di previsione finanziario 2026- 28. In tutti i casi, Gorgo ha espresso voto contrario, dichiarando di non voler concorrere «all’adozione di un atto potenzialmente illegittimo e foriero di danno erariale».
LO SCONTRO
La discussione si è fatta particolarmente accesa prima dell’ottavo punto, dedicato alle interrogazioni, quando Andrea Capello, dai banchi della maggioranza, ha chiesto di mettere averbale una dichiarazione condivisa da Officina Racconigi e ilgruppo misto (Andrea Bellino).
I presenti hanno quindi lasciato l’aula, facendo venire meno il numero legale, e solo allora il sindaco Valerio Oderda ha proceduto alla lettura del testo.
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