
Il controverso progetto per l’insediamento di un impianto di co-incenerimento nella zona artigianale della frazione Foresto è ufficialmente tramontato. Venerdì 3 luglio, gli uffici del comune di Cavallermaggiore hanno ricevuto una PEC da parte della ditta cuneese Stella Spa, con la quale è stata comunicata la decisione di rinunciare definitivamente al nuovo stabilimento.
Nella comunicazione, la società annunciava la scelta di «non proseguire con gli approfondimenti relativi all’ipotesi preliminare di realizzazione di un impianto di recupero nel territorio comunale».
Secondo la comunicazione dell’azienda, visto che il progetto era ancora in una fase iniziale di valutazione e approfondimento, a seguito delle analisi svolte sono emerse considerazioni di natura industriale e commerciale che hanno portato alla decisione di non dare ulteriore seguito all’iniziativa.
L’impiato avrebbe dovuto occuparsi della combustione di materiale legnoso non più recuperabile, nello specifico i pali esausti delle infrastrutture di telecomunicazioni. Si sarebbe trattato di legno impregnato in passato con sostanze chimiche protettive; la prospettiva di una loro termodistruzione a ridosso di centri abitati e campi agricoli aveva immediatamente sollevato fortissime preoccupazioni per l’impatto sulla salute pubblica e sulle colture locali.
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