
RACCONIGI – Il destino dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, entra in una fase critica, con forti ripercussioni sullo stabilimento racconigese, dove il livello occupazionale è ai minimi storici: su 87 lavoratori ancora in forza, ben 80 saranno interessati dalla recente modifica dell’istanza di cassa integrazione straordinaria, un dato che evidenzia tutta la gravità del momento. Della questione si è parlato anche durante la riunione consiliare di fine settembre, grazie a un’interrogazione presentata dalla minoranza, che ha voluto esprimere vicinanza ai dipendenti e sollecitare nuove azioni di supporto. L’opposizione ha chiesto soprattutto la costituzione di un tavolo di crisi locale, ricordando che «dietro i numeri ci sono famiglie, uomini e donne in cerca di una stabilità, una comunità che rischia di perdere un pezzo della propria identità produttiva». Il sindaco Valerio Oderda e il vice Alessandro Tribaudino hanno ribadito che esiste già un tavolo regionale, attivo dal 2023, e che l’Amministrazione segue con attenzione la vertenza, in costante contatto con tutte le realtà coinvolte.
