
Una notte di paura e danni ha colpito Cavallermaggiore tra il 28 e il 29 maggio, quando un violento temporale ha bruscamente spezzato il caldo torrido dei giorni precedenti. Il peggioramento meteo, ampiamente previsto dai meteorologi dopo una prolungata ondata di afa, è stato innescato dal repentino cedimento dell’alta pressione a favore di infiltrazioni d’aria più fredda in quota.
L’enorme energia termica accumulata in questo scampolo di fine maggio ha così generato celle temporalesche di straordinaria intensità, capaci di scaricare una fitta attività elettrica accompagnata da una pioggia battente.
In città la fase più acuta del fenomeno si è registrata nel cuore della notte, precisamente tra l’una e le tre, con una sequenza ininterrotta di lampi e tuoni che ha tenuto svegli molti residenti. L’impatto sul territorio è stato pesante, in particolare per la rete elettrica cittadina. In una nota ufficiale, l’Amministrazione ha comunicato che i tecnici dell’Enel, incaricati della manutenzione dell’illuminazione pubblica, hanno rilevato ben 36 corpi illuminanti fuori uso, letteralmente bruciati dalle scariche atmosferiche.
Nonostante il pronto intervento degli operatori, che si sono messi subito al lavoro dando priorità alle zone più colpite, l’elevato numero di guasti e la temporanea difficoltà nel reperire i materiali di ricambio hanno impedito il ripristino immediato di tutti i punti luce, lasciando temporaneamente al buio diverse aree della città. I momenti di maggiore tensione si sono vissuti intorno alle due della notte in via Puccini.
Proprio nel culmine della tempesta, i Vigili del fuoco sono dovuti intervenire d’urgenza per domare un incendio divampato sul tetto di una palazzina. Secondo una prima e sommaria ricostruzione, a provocare il rogo sarebbe stato un fulmine che ha centrato in pieno la copertura, innescando le fiamme. Il tempestivo lavoro di squadra dei pompieri di Savigliano e Saluzzo ha evitato il peggio, permettendo di circoscrivere l’incendio e mettere in sicurezza lo stabile.
