
Torna a salire la tensione nelle campagne di Cavallermaggiore per la presenza sempre più documentata dei lupi. Il focus delle preoccupazioni si concentra in particolare nella zona di regione Trebbiè, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicate le segnalazioni.
Non si tratta più di soltanto di avvistamenti sporadici, ma di veri e propri episodi di predazione che stanno mettendo in allarme il settore zootecnico della zona. L’episodio più grave e cruento si è registrato alla fine dello scorso mese di luglio, quando un lupo solitario (non c’era presenza di branco) ha fatto irruzione nei pressi di una cascina, prendendo di mira e attaccando una vitella giovane che è stata ferita gravemente nella parte posteriore. Un episodio che ha squarciato il velo di apparente tranquillità nella zona, confermando come i lupi si stiano spingendo ormai a ridosso delle stalle e delle proprietà private attirati dai capi di bestiame.
Quello di fine luglio è però solo l’ultimo di una serie di avvistamenti che già in passato avevano a volte interessato l’area. Per settimane, la fitta vegetazione estiva e i campi di granoturco, sono stati per i lupi un perfetto alleato. Le piante alte e fitte hanno rappresentato un nascondiglio ideale, una vera e propria barriera naturale che permetteva ai predatori di muoversi indisturbati a pochi metri dalle strade e dalle abitazioni, monitorando i movimenti delle cascine senza essere visti.
Ora, tuttavia, lo scenario sta cambiando con l’arrivo del periodo del raccolto, i contadini stanno per procedere al taglio del mais. Se da un lato la progressiva pulizia dei campi priva i lupi del loro rifugio preferito, rendendoli più visibili e costringendoli a scoprirsi, dall’altro lato cresce l’apprensione. Senza la copertura del mais, questi animali potrebbero modificare le loro abitudini.
