
Quando note e parole si danno la mano, non può che nascere qualcosa di unico: sabato 14 febbraio, il Salone San Filippo ha ospitato il reading “La prima cosa bella – Poesie per San Valentino”, organizzato dalle associazioni Cenacolo Clemente Rebora e Massimiliano Kolbe con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Consulta Cultura. L’evento, che ha inaugurato il 18° Festival di Espressione Artistica e Impegno Civile, è iniziato con l’intervento del presidente del Cenacolo, Antonio Scommegna.
«Diciotto edizioni per riportare la poesia al centro – ha detto -. Soltanto nel 2025 abbiamo realizzato dodici importanti momenti, tra cui l’incontro con il poeta Marco Cinque e il Natale di Solidarietà, rivolgendo particolare attenzione alle scuole e all’aspetto benefico. Un ringraziamento alle fondazioni Crt e Crs, a Banca Crs e Unipol di Savigliano per il sostegno economico e a tutti i partecipanti a questo pomeriggio di apertura delle nostre attività».
Per il 2026 il calendario prevede già diverse iniziative: dopo il recente a tu per tu con le classi seconde dell’Arimondi Eula di Savigliano e Racconigi, il 21 marzo, in occasione della Giornata mondiale della Poesia, soci e simpatizzanti si ritroveranno al giardino letterario di via Chicchigneto per il consueto appuntamento primaverile.
«Accanto alle targhe poetiche degli studenti vincitori del progetto “Il piacere di scrivere” ne aggiungeremo anche una per ricordare Massimiliano Kolbe, poiché per mancanza di fondi non riproporremo più, per ora, il premio nazionale a lui intitolato – ha aggiunto Scommegna, prima di lasciare spazio all’assessore Rocco Ferraro, che ha portato il saluto dell’Amministrazione -. Il programma proseguirà a maggio con la festa della cultura saviglianese e a giugno con un nuovo reading. Torneremo poi a ottobre per la cerimonia di premiazione dei testi meritevoli degli allievi delle superiori».
La performance, dedicata all’amore in tutte le sue sfumature, ha proposto al pubblico un percorso attraverso le esperienze umane più disparate, interpretate nei versi di Giancarlo Abbà, Rosangela Artusio, Giorgio Cardellino, Antonio Scommegna, Maria Franca Dallorto Peroni, Giovanni Maurilio Rayna (letti da Concetta Failla), Ferruccio Orusa, Paolo Dompè e Giovanni Mana.
