
Non solo turismo e prodotti De.Co., ma un territorio capace di attrarre nuove realtà produttive sfruttando il patrimonio immobiliare esistente. È questa la visione emersa durante la riunione della Consulta per le Attività Produttive di mercoledì 14 gennaio, che ha tracciato le linee guida per il futuro economico della città. Il cuore del dibattito è stata la proposta di Filippo Monge (Confindustria), che ha suggerito di trasformare Savigliano in un polo attrattivo per aziende di dimensioni contenute, puntando sul cosiddetto “marketing insediativo”.
L’obiettivo non è la caccia ai grandi colossi o alle multinazionali, quanto piuttosto la creazione di un ecosistema favorevole a ditte con una decina di dipendenti.
«Questa è una riflessione basata sulla mia esperienza di anni. Il nostro territorio non può essere solo De.Co e turismo – ha spiegato Monge durante il suo intervento -. Già negli anni ‘90 e inizio 2000 si parlava di marketing insediativo. Non penso a grandissimi gruppi, ma a ditte con una decina di persone: ciò basterebbe già a creare occupazione e sarebbe un sostegno per l’economia locale».
Il progetto mira a una programmazione a lungo termine, con l’obiettivo di presentare un documento programmatico in Consiglio comunale entro la fine del mandato. La strategia non prevede obbligatoriamente il consumo di nuovo suolo.
«Non è necessario trovare subito nuovi spazi fisici – ha incalzato Monge – ma si può pensare ad utilizzare anche il patrimonio dismesso: ciò permetterebbe di rivalorizzare il territorio e renderlo attrattivo anche per chi decide di venire a vivere qui».
L’idea di trasformare Savigliano in un hub per la piccola e media impresa ha raccolto il consenso dei presenti, pur con i dovuti distinguo legati alle difficoltà burocratiche e fiscali sollevati da rappresentanti come Giulio Giletta (Ascom), Andrea Angaramo (Confagricoltura) ed Edoardo Bresciano (Cia). Il sindaco Antonello Portera ha accolto favorevolmente l’iniziativa, stabilendo la necessità di passare subito alla fase operativa.
Sarà il segretario della Consulta, Marco Cuttica, a redigere una prima bozza del progetto che getterà le basi per la Savigliano del prossimo decennio.
