
Ha destato stupore il recente ritorno dei banchi nella parrocchia di San Giovanni, un ritorno al passato (molto lontano) per una chiesa che seppur “atipica” era ormai caratterizzata dalle centinaia di sedie bianche che sostituivano le più tradizionali sedute.
Il cambiamento non è totale: a essere interessate sono state solo le prime file della navata centrale, ma tanto è bastato per accendere una discussione sui social o, almeno, sorprendere i più. La decisione presa da don Alessandro Sacco ha colto di sorpresa sia per le tempistiche – dall’oggi al domani i fedeli (compresi quelli più assidui) si sono trovati davanti ad una chiesa diversa – sia per il cambio di rotta rispetto ad una struttura che puntava al minimalismo.
Tra chi accusa (anche duramente) l’abate di aver preso questa decisione con troppa autonomia senza interpellare chi da sempre vive San Giovanni e chi invece si dice contento per il ritorno dei banchi (e quindi della possibilità di inginocchiarsi durante la consacrazione eucaristica) c’è anche chi invita ad andare oltre la diatriba “estetica” e soffermarsi maggiormente sugli aspetti legati esclusivamente alla fede.
«La comunità saviglianese ha sempre accolto i preti che si sono succeduti, ognuno di loro ha saputo comprendere la realtà nella quale era arrivato e si è sforzato di trovare un modo per camminare insieme – si legge nella lettera di un fedele riportata integralmente sul Corriere -. Oggi la situazione è diversa, in meno di un anno la comunità è già divisa, se ne parla poco apertamente ma “dietro le colonne” c’è molto mormorio: ci sono cose che si vedono, il nuovo impianto audio, i banchi al posto delle sedie, ma ce ne sono molte altre che non si vedono, l’assenza del prete nelle serate di apertura dell’oratorio, al campo degli animatori, la scomparsa dei rosari per i defunti, e si potrebbe continuare. La decisione di mettere i banchi marroni in mezzo alle sedie bianche senza chiedere a nessuno poteva essere una buona idea? Forse, ma non chiedere un parere ai fedeli fa pensare che così facendo si sarebbero potuti trovare detrattori, quindi meglio evitare, meglio agire in fretta e di nascosto per ottenere il risultato, tanto poi “il gregge” digerisce tutto».
A quanto si apprende, i banchi sono stati recuperati da un’altra chiesa – quella di Sant’Andrea – dove giacevano inutilizzati da qualche tempo. Quel che è certo è che questa novità non è sicuramente la prima, e nemmeno la più grande, che riguarda la chiesa di San Giovanni.
