
Dalle parole, con una serie di lamentele sia sui social che sulle nostre pagine, all’azione. Un gruppo di utenti e addetti ai lavori ha promosso una raccolta firme indirizzata all’Amministrazione comunale per chiedere delucidazioni sul tema del trasferimento del nido comunale previsto, almeno secondo quanto dichiarato dalla Giunta, nei locali del palazzo Longis, per un periodo che sarebbe ancora da definire (il contratto prevederebbe 12 anni) ma utile per adeguare l’attuale struttura di corso Vittorio Veneto alle più recenti direttive.
«Lo spostamento ipotizzato è previsto in una zona periferica della città, difficilmente raggiungibile a piedi, e in locali al momento non idonei ad accogliere un servizio così specifico – si legge nella lettera già disponibile per la sottoscrizione -. Per renderli utilizzabili sarebbe necessario un intervento di ristrutturazione e adattamento con una spesa ingente che auspichiamo, non ricadrà sulle famiglie. Tutto ciò avrebbe lo scopo di liberare gli spazi di corso Vittorio Veneto per ristrutturarli, ma ad oggi non ci risulta alcun progetto di ristrutturazione e non sono state definite le tempistiche e nessuna ditta è stata incaricata dei lavori».
Questioni già emerse nelle scorse settimane. Ciò che sembra aver più scosso gli utenti e addetti ai lavori è il fatto di non essere stati presi in considerazione durante la fase di valutazione e di aver appreso la notizia tramite gli organi d’informazione: «Ci preme sottolineare che questa valutazione sembra essere stata avviata senza ascolto e senza dialogo con chi sul territorio vive e utilizza il nido. Gli operatori, le famiglie ed i professionisti non sono stati interpellati, pur essendo i primi ad avere una conoscenza diretta delle criticità e dei punti di forza del servizio», scrivono . La richiesta dei firmatari è di rivalutare insieme la questione, tenendo conto non solo delle esigenze e delle volontà degli uffici comunali, ma anche di chi vive il nido ogni giorno.
Per alzare l’attenzione, la lettera è allegata a una raccolta firme con l’intento di coinvolgere l’intera cittadinanza. È possibile sottoscrivere la lettera al bar Kursaal, Caffè della Torre, Vineria Il Roma, Improntina Verde, cartolibreria Franco e cartoleria Lo Scarabocchio.
