
RACCONIGI – Trascorsa qualche settimana dallo sciopero nazionale, non si registrano sviluppi significativi sulla situazione dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia. I lavoratori restano col fiato sospeso, in balia della cassa integrazione, salita in questi giorni al 92% nello stabilimento racconigese, dove l’impianto sarà praticamente fermo. Nel frattempo, la Regione ha deciso di non attendere: martedì 28 ottobre, al Grattacielo Piemonte, si è riunito il tavolo di crisi convocato dal presidente Alberto Cirio, insieme alla vice Elena Chiorino e all’assessore alle Infrastrutture Strategiche Enrico Bussalino, con le rappresentanze sindacali e le Rsu dei dipendenti dei siti di Novi Ligure, Racconigi e Gattinara. Un confronto aperto per ascoltare direttamente le istanze delle parti sociali e dare un segnale concreto di vicinanza ai lavoratori piemontesi. «Continueremo a lavorare con il Governo e il ministro Adolfo Urso per trovare una soluzione che salvaguardi i posti di lavoro e il sistema produttivo piemontese – hanno dichiarato Cirio, Chiorino e Bussalino -. Non resteremo spettatori: ci muoveremo a ogni livello possibile per difendere il futuro del nostro territorio».
