
«Il progetto nasce da un’idea di Alessandra Relmi e Felice Pavese, una coppia irpina che vive a Savigliano, amante del presepe da sempre. Ogni anno in casa hanno allestito una rappresentazione artistica napoletana con statue artigianali in terracotta. Grazie a loro e alla collaborazione con il Centro di Salute Mentale dell’Asl Cn1 di Savigliano, Saluzzo e Fossano e con l’associazione Di.A.Psi. di Savigliano è nata l’idea di esporla al pubblico».
Così il direttore generale dell’Asl Giuseppe Guerra ha introdotto “Il presepe antropologico napoletano e piemontese. Il viaggio dell’umanità, delle antiche civiltà passando nella Napoli del ‘700, nel Piemonte, fino ad oggi” in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa. Insieme ai già citati Guerra, Pavese e Relmi, sono intervenuti in rappresentanza dell’Asl Francesco Risso e Ilario Bruno, per il Comune il sindaco Antonello Portera, l’assessore alla Cultura Roberto Giorsino e la responsabile dei servizi culturali Laura Mellano. Presente inoltre Lorenzo Lanfranco, presidente Di.A.Psi.
«Questo presepe antropologico napoletano e piemontese ha richiesto molto lavoro e porta a conoscere un aspetto poco noto della tradizione natalizia», ha evidenziato Giorsino.
Nel progetto, oltre al presepe allestito nello spazio espositivo dell’Agorà in via Torino (che sarà aperto al pubblico dal 13 dicembre al 6 gennaio), rientra anche la realizzazione di un libro che racconta la storia del presepe e che sarà messo in vendita per l’occasione. A parlare della realizzazione dell’opera, del significato e di alcuni personaggi che compaiono, sono intervenuti i due ideatori, Relmi e Pavese, che hanno raccontato come dalla loro casa il tutto sia stato portato “in dono” alla città, per farlo conoscere ed apprezzare.
