
Il conto alla rovescia è quasi terminato. Giovedì 18 giugno, alle ore 8.30, gli studenti degli istituti saviglianesi, come altri centinaia di migliaia di coetanei, torneranno in aula per affrontare la prima prova di italiano, inaugurando ufficialmente la Maturità 2026. Venerdì sarà invece il turno del secondo scritto, incentrato sulle materie d’indirizzo: quest’anno i fari sono puntati sul Latino al Liceo Classico e sulla Matematica allo Scientifico, a seguire le specifiche discipline di ogni corso di studi.
La vera rivoluzione dell’anno, stabilita dalle ultime riforme ministeriali, riguarda però il colloquio orale, già al via la settimana seguente. La discussione si focalizzerà rigidamente su quattro materie specifiche, stabilite a livello nazionale dal Ministro Valditara. Se da un lato Italiano e la disciplina della seconda prova sono sicure protagoniste, le altre due materie variano a seconda del percorso di studi.
Questa blindatura dell’orale ha acceso un forte dibattito e reazioni contrastanti tra i corridoi delle scuole. Da una parte, i ragazzi lamentano un’impostazione troppo rigida che riduce i margini di improvvisazione (e di dimostrare la propria capacità di adattamento multidisciplinare). Dall’altra, non manca chi apprezza la chiarezza delle regole del gioco: conoscere in anticipo il perimetro esatto delle domande permette di organizzare il ripasso finale con meno incognite, eliminando l’effetto sorpresa.
Il colloquio, che si aprirà con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso personale, includerà l’educazione civica e l’alternanza scuola-lavoro.
La struttura del voto mantiene l’impianto classico in centesimi, con un massimo di 40 punti derivanti dal credito scolastico accumulato nel triennio e 60 punti distribuiti equamente tra le tre prove (20 punti ciascuna per i due scritti e per l’orale).
