
Nell’asilo di Monasterolo hanno prestato il loro servizio molte cuoche che i bambini, diventati adulti, ricordano ancora e sempre con affetto e simpatia. Ora, per la prima volta, abbiamo il piacere di intervistare un cuoco, al maschile, Andrea Nosenzo, 46enne, residente a Murello, arrivato alla scuola materna monasterolese lo scorso mese di marzo.
Ci vuole raccontare i suoi studi e le sue esperienze lavorative precedenti?
«Ho frequentato la Scuola Alberghiera a Torino dove ho imparato, tra l’altro, a conoscere e a rispettare le regole dell’igiene alimentare e tutti gli aspetti tecnici utili per la preparazione di pasti per un gran numero di persone. Di mio ho aggiunto la passione per questo lavoro che mi mette in contatto con intere generazioni. Ho lavorato per 12 anni nella mensa dell’ospedale di Chieri e in seguito di Carmagnola. Ho gestito per alcuni anni un ristorante con mia moglie e un altro socio; sono ritornato in ospedale e, finalmente, ho trovato il lavoro dei miei sogni: vivere a contatto con i bambini e facilitare la loro crescita con un cibo sano e nutriente».
Quindi si trova bene a Monasterolo?
«Benissimo, c’è un bel clima di collaborazione lavorativa con tutto il personale, i bambini mi vogliono bene, mangiano volentieri tutto, anche le minestre e le verdure, merito dei genitori che li stanno educando bene. Oggi c’era la pizza che va sempre alla grande. Amo fare le torte per i compleanni, i biscotti a forma di ragnetti per la ricorrenza di Halloween, le crostate varie. Nella gestione dei pasti mi piace cambiare pur rimanendo sempre nelle regole dell’Asl».
Quali sono le direttive che arrivano dall’Asl?
«Io invio un prospetto con il menu di quattro settimane, quello invernale e quello estivo; l’Asl fa delle correzioni se necessario e poi lo convalida. La mia libertà consiste nell’aggiungere qualche dolce, o le focacce a merenda, per dare ai bambini una gioia in più».
