
Un tempo c’erano tre accessi per entrare a scuola. Oggi ne resta soltanto uno (anche se alcuni cartelli dicono il contrario) e somiglia sempre di più a un vicolo cieco.
La gestione degli accessi al plesso della scuola primaria Santorre di Santarosa sta sollevando un polverone di polemiche tra i genitori che è già arrivato agli uffici del municipio. La cronologia della chiusura è un “bollettino di guerra”: prima è toccato al cancello di via Meucci, sbarrato dallo scorso anno scolastico dopo la riorganizzazione dei parcheggi interni, poi – da qualche settimana – è arrivata la chiusura del varco storico di corso Roma (l’atrio del Comune) durante gli orari scolastici. Risultato? Centinaia di bambini e genitori costretti a convogliare nell’unico accesso rimasto: il cancello di via Ferreri.
Un vero e proprio “collo di bottiglia” che, specialmente nei giorni di maltempo, mostra tutti i suoi limiti. Martedì, con la neve a rendere tutto più difficile, via Ferreri si è trasformata in un vero muro umano. Ironia della sorte: un camioncino del Comune, che doveva uscire dal parcheggio interno per andare a spalare le strade, è rimasto letteralmente intrappolato tra la folla, impossibilitato a muoversi per diversi minuti.
«Siamo ammassati come sardine – sbotta un genitore mentre scorta il figlio verso l’ingresso -. Se dovesse esserci un’emergenza, come farebbero i soccorsi a passare? È un controsenso parlare di sicurezza e poi creare un collo di bottiglia del genere».
Se dal Comune la scelta di chiudere l’accesso da corso Roma è stata dettata da “ragioni di sicurezza”, per i genitori, la sicurezza è proprio ciò che manca in via Ferreri. Niente marciapiedi: i pedoni escono su un passaggio a raso, direttamente sulla carreggiata. La strada, che si trova in Ztl, non è priva di traffico: nonostante i divieti, le auto dei residenti e degli autorizzati circolano continuamente, sfiorando i bambini zaino in spalla.
C’è anche la questione di via Meucci: i parcheggi riservati a dipendenti comunali (o ad altre persone autorizzate) sono spesso vuoti, mentre nel weekend – quando la sbarra temporizzata è alzata – chi entra rischia poi di rimanerci chiuso dentro. Per i residenti di corso Roma quegli spazi sono stati vitali per la sosta e la circolazione del quartiere.


