
La poesia non fa rumore, ma lascia il segno del suo passaggio. È linfa vitale, la stessa che nutre e fa crescere, giorno dopo giorno, il giardino letterario “Clemente Rebora” di via Chicchigneto. Un salotto immerso nel verde, che venerdì mattina, 20 marzo, ha ospitato il primo dei due momenti celebrativi organizzati dall’associazione culturale Cenacolo Clemente Rebora, nell’ambito del 18° Festival di Espressione artistica e Impegno civile.
Protagonisti gli studenti degli istituti superiori Cravetta-Marconi e Arimondi-Eula, coinvolti nel progetto “Il piacere di scrivere… poesia”, accompagnati dalle docenti Nadia Minervini, Federica Oggero, Carla Avena e Marilena Mellano.
L’incontro si è aperto con i saluti del presidente Antonio Scommegna che, rivolgendosi ai ragazzi, ha ricordato come la giornata si inserisca in un contesto più ampio, tra l’impegno dell’Unesco per la poesia sin dal 1999, l’equinozio di primavera, le iniziative del Fai e l’azione di Libera per mantenere viva la memoria delle vittime innocenti delle mafie. Il sindaco Antonello Portera, senza risparmiare complimenti, ha rivolto un augurio sincero all’associazione per «i quarantacinque anni di attività che scorrono nel sangue saviglianese e per i tanti che verranno». Poi ha sottolineato che «provare a scrivere in versi aiuta a tirare fuori qualcosa dal proprio cuore, riconnettendoci al nostro essere più autentico».
Per l’assessore alla Cultura Roberto Giorsino, «chi si avvicina alla poesia, ama il bello e riesce a esprimere emozioni profonde», un esercizio che «aiuta ad affrontare meglio la quotidianità».
«La poesia sembra qualcosa di astratto, lontano da noi, ma con i cambiamenti indotti dall’intelligenza artificiale diventa più che mai centrale la dimensione dei sentimenti e dell’empatia», ha riferito invece il dirigente dell’Arimondi-Eula, Luca Martini.
Spazio quindi alla piantumazione di un Ibisco e allo svelamento di due nuove targhe affisse sulla “casetta della poesia”: una dedicata allo studente Nur Moccia (ex classe 2ªH AFM ArimondiEula), vincitore dello scorso concorso scolastico con il componimento “Il rispetto”, e l’altra a Massimiliano Kolbe, con un suo toccante omaggio alla Vergine Maria. A declamarne i versi è stata Maria Franca Dallorto Peroni che, oltre a ricordare il sacrificio di Kolbe, ha posto l’accento sul valore della poesia quale ricerca dell’infinito. La cerimonia si è chiusa con le letture degli allievi, tra liriche originali e di grandi autori.
PETALI DI PAROLE
Il secondo momento poetico è stato il reading “Petali di Parole”, andato in scena sabato pomeriggio, 21 marzo, al Village Art Cafè. L’incontro (accompagnato dagli intermezzi musicali della Fondazione Fergusio con Angelo Pasquali alla chitarra) si è configurato come «un invito a fermarsi e lasciarsi attraversare dalla bellezza», dove le parole «svelano emozioni, pensieri e storie capaci di toccare il cuore e, simili a petali, arricchiscono il giardino della nostra umanità, negli istanti felici e in quelli più difficili», ha sottolineato il presidente del Cenacolo Rebora, Antonio Scommegna.




