
Il complesso in costruzione in viale Piave, accanto a parco Graneris, avrebbe potuto essere alto cinque piani. L’operazione immobiliare originaria sarebbe stata perfettamente lecita se l’impresa Fabrizio Taricco Costruzioni non avesse deciso, nell’agosto di due anni fa, di presentare una variante in corso d’opera per eliminare gli aumenti volumetrici e abbassare l’edificio.
A stabilirlo, con una sentenza che fa definitivamente chiarezza su una vicenda che si trascina da qualche tempo, il Consiglio di Stato che ha respinto quasi totalmente il ricorso di due vicine, stabilendo in via definitiva la legittimità dell’intervento. I giudici hanno confermato che l’opera si configura come ristrutturazione e che gli uffici comunali hanno agito correttamente.
La sentenza ha chiarito che per la classificazione dell’area non era necessaria alcuna autorizzazione paesaggistica, nonostante la vicinanza al Rio Chiaretto. Un dettaglio comunque superato, dato che l’impresa l’ha ottenuta a posteriori. Su questo punto si erano innescate numerose polemiche politiche.
Resta solo un ricorso al Tar del Piemonte, ma i legali lo ritengono già indebolito.
L’articolo completo sul Corriere di Savigliano di questa settimana.
